Torta al caramello salato e ganache al cioccolato, sinteticamente “Torta Giulio” di Ernst Knam, una delle cinque torte.

♪♫• L’estate sta finendo E un anno se ne va Sto diventando grande Lo sai che non mi va. In spiaggia di ombrelloni Non ce ne sono più È il solito rituale Ma ora manchi tu Uh uh uh. •♫♪ Uoh oh oh oh.♩.¸¸♬´¯`♬

Stremate, stremate, le streghe son tornate! Sì, stremate da questo
riposo esagerato, da ‘ste vacanze lontane dalle cucine e dai vicini di
blog! Stremate dal caldo, dalle zanzare, dalla pioggia e dal controllo
delle calorie! Basta pancia in dentro e petto di pollo a tavola, l’estate sta finendo e finalmente possiamo ricominciare a peccare caloricamente come solo col cioccolato si può, se poi a questo si aggiunge uno strato di caramello salato e un guscio di frolla al cacao e la firma di Ernst Knam (su 9 lettere solo 2 vocali), allora la trasgressione è irresistibile.

Incredibile come una torta così goduriosa sia anche così semplice da fare. Difatti quest’estate l’ho fatta e rifatta tante volte (ehm ma chi l’ha detto che il cioccolato d’estate non si mangia??), sbizzarrendomi con varie decorazioni di frolla e diverse aromatizzazioni della ganache. Come suggerisce il titolo, in questo dolce la ganache al cioccolato fondente e il mou salato si adagiano lussuriosamente su un letto  guscio di frolla al cacao e vaniglia. Non fatevi ingannare dalla lungaggine delle mie descrizioni, ormai lo sanno anche i sassi che sono lunga, fidatevi di questa sintesi: frolla, mou, freezer, metti la cera togli la cera, coltello caldo, piattino, forchetta, papille gustative, bip bip bip! Tutto qui!

O.T. Knam, io ti ho visto in carne, ossa e camice bianco, sei un gran gnocco, decisamente più gnocco dal vivo che dal morto, insomma di quanto appari in tv o in foto. Eri ospite all’Agrogepaciok l’anno scorso,  disponibile, allegro, vezzoso coi tuoi occhiali rossi e il sorriso inaspettato, ma te lo dico: con questi occhiali (no, ma cliccate, vi prego!) mi hai perso una vagonata di punti in una botta!

Dimenticavo! La Giulio è una delle 5 torte per il mio compleanno, a giugno. Quanti anni ho compiuto? Non ve lo dico neanche stremata, rimarrà un segreto che manco Fatima, vi dico solo che ne ho fatta una per ogni decennio, non dirò altro neppure sotto tortura!  

Piccola nota: la torta si chiama “Giulio”, come uno dei figli di Knam a cui il re del cioccolato ha dedicato questo meraviglioso dolce.
 

RICETTA

Ingredienti per torta tonda cm 20 (26) [20 quadrata]

Pasta frolla al cacao
200 (340) [260] g di farina
125 (210) [160] g di burro
125 (210) [160] g di zucchero semolato
  55   (90) [ 70] g di uova intere
  40   (70) [ 55] g di cacao amaro in polvere
      (8)   [6] g di lievito in polvere
   2      (3)   [2] g di sale
1/2  bacca di vaniglia

Mou salato
100 (170) [130] g di zucchero semolato
100 (170) [130] g di panna fresca
  90 (150) [115] g di burro
   2     (3)     [2] g di sale di Maldon ( io ho usato del sale comune)

Ganache al cioccolato 
180 (280) [210] g di cioccolato fondente (minimo 60 %)
150 (230) [175] g di panna fresca liquida

PREPARAZIONE

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Frolla
–  Setacciare farina, cacao e lievito e versare le polveri nella planetaria o nella ciotola.
– Aggiungere il burro freddo tagliato a tocchetti e mescolare velocemente col gancio a kappa o con l’olio di gomito fino ad ottenere una sottile sabbiatura.
– Sbattere le uova insieme allo zucchero, la vaniglia e il sale.
– Versare nella sabbia e mescolare velocemente nella modalità scelta (macchina o mani).
– Formare un panetto, avvolgere nella pellicola e far riposare in frigo almeno 3 ore. Ma anche fino al giorno dopo, come tutte le frolle più riposa in frigo e meglio è.

Guscio
– Arrivato il momento di preparare la torta, tirar fuori la frolla dal frigo, lavorarla un po’ con le mani per renderla lavorabile e decidere come rivestire lo stampo.
  I miei criteri sono questi: 
   Se faccio la torta per casa mia, senza occasioni particolari (se non il desiderio di peccare cioccolatosamente), allora stendo la frolla fra due fogli di carta forno in una misura più grande dello stampo, schiaffo nello stampo sistemando i bordi alla meno peggio e procedo.
  Se invece la torta è destinata ad una occasione speciale e necessita di una cura particolare, procedo come sotto.
– Stendere la frolla tra due fogli di carta forno ad una altezza di 4 mm e coppare nella misura esatta

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del fondo dello stampo (magari aiutandosi con la stessa tortiera).
– Posizionare sul fondo della tortiera conservando solo la carta forno sotto. Riporre in frigo mentre si prepara il bordo.
– Sempre aiutandosi con la carta forno, stendere una striscia di frolla lunga quanto la circonferenza della tortiera, alta 3 cm e spessa 4 mm. Far indurire in frigorifero qualche minuto per rendere più facile le operazioni successive.
– Eliminare uno dei due fogli di carta, imburrare il bordo dello stampo, e con delicatezza farvi aderire la striscia di frolla (io l’ho divisa in due ch’è più facile) dalla parte con la carta.
– Bucherellare il fondo con una forchetta, ricoprire di carta forno e legumi o altro peso, per non far gonfiare troppo la frolla. Per ottenere un guscio perfetto foderare con lo stesso sistema di carta forno (disco sul fondo e striscia sui bordi) e riempire di legumi o riso fino all’orlo.
– Infornare a 180 gradi forno statico o 165 forno ventilato, cuocere 15 minuti.
– Estrarre lo stampo, eliminare legumi e carta, portare a cottura per altri 5/10 minuti.
– Far raffreddare completamente la frolla prima di estrarla con estrema delicatezza!

Mentre la frolla si fredda, preparare il
Mou salato
– In una pentola dal fondo spesso e largo versare lo zucchero, accendere il fuoco a fiamma medio

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bassa e aspettare, senza toccare, che si sciolga.
– Appena sciolto, prima che scurisca, versarvi la panna bollentissima in due o tre volte, mescolando velocemente. La differenza di temperatura fra la panna e lo zucchero (che fonde a temperatura maggiore di quella utile alla panna per bollire) causerà un ribollimento notevole, occhio agli schizzi! Lo zucchero sciolto tenderà a indurirsi, continuare a mescolare a fuoco bassissimo fino a quando non si otterrà una crema omogenea (5 minuti circa).
– Spegnere il fuoco e aggiungere il sale e il burro. Anche in questo caso, mescolare finché quest’ultimo non si sarà emulsionato perfettamente alla crema.

Versare nel guscio di frolla e far indurire circa mezzora in freezer. (Io per sicurezza, dopo averlo estratto dallo stampo, eliminato la carta forno e fatto raffreddare su una gratella, lo rificco nello stampo, così che sia più facile metti nel freezer togli dal freezer, metti nel freezer togli da freezer, metti la cera togli la cera)

Mentre il mou si fredda, preparare la

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Ganache
– Tritare il cioccolato.
– Bollire la panna (sul fuoco o al microonde).
– Versare il cioccolato nella panna.
– Mescolare fino a quando il cioccolato sia completamente sciolto e la ganache cremosa.
– Far intiepidire.
(A volte procedo in altro modo, sciolgo il cioccolato al microonde e poi vi unisco la panna calda poco alla volta).
Versare sul caramello, far indurire ancora mezzora in freezer.

Conservare in frigorifero.

Come detto su, più facile a farsi che a dirsi, soprattutto a dirsi lungamente come dico io!

 

DI PERTINENZA

CONSIGLI  

Se si vuol preparare una dose di ganache maggiore o minore di quella indicata, si tengano in  conto le dosi che sono: per una parte di panna calcolare 1,2 parti di cioccolato.

Con gli avanzi della frolla si possono fare dei biscottini con le forme preferite per decorare la torta, a seconda delle occasioni. Io ne ho fatte di ogni foggia, anche le più impensate.

Si può profumare la ganache, lasciando in infusione nella panna: vaniglia, peperoncino, pepe, buccia d’arancia, caffè solubile, rum. Oppure aggiungere alla ganache zeste d’arancia grattugiate o canditi. O  sostituire parte della panna con frutta frullata (banane, lamponi, mango), oppure ancora aggiungere frutta fresca.

Per ottenere un taglio della torta pulito ed elegante, usare un coltello a lama liscia bagnato in acqua bollente e passato velocemente in un panno per eliminare l’eccesso d’acqua. Il coltello caldo taglierà le creme evitando che queste si attacchino alla lama sporcando la fetta.

 Tamara

Ricetta e spunti trovati QUI

 DIVAGAmente a proposito di occhiali 

(chiedo venia per l’uso scellerato dei puntini. 3, i puntini sospensivi la grammatica vuole siano 3 seguiti dallo spazio, diciamo che sto per usufruire di licenza prosaica)

Sono una donna asimmetrica.
Ho un linfedema alla gamba sinistra. Quindi la gamba sinistra è, a seconda dei giorni,  dello scirocco della tramontana,  di quanto sia grassa o magra,  da quanto mi curi o mi trascuri, più gonfia o molto più gonfia dell’altra.
Anche la caviglia sinistra è più voluminosa della destra.
E il piede sinistro più tondo dell’altro.
La gamba sinistra ornata di cicatrici belle e brutte.
La gamba destra liscia come una pesca.
Quando mi trucco vedo un occhio impercettibilmente diverso dall’altro.
Ho la riga ai capelli di lato.
Un seno più piccolo (!) dell’altro.
Il mignolo della mano destra è rotto.
Quello della mano sinistra no.

Ho un po’ di astigmatismo miopico distribuito equamente ad entrambi gli occhi. Sono andata a ritirare  gli occhiali da sole nuovi da Alfonso, l’ottico. Tutta contenta appena arrivata a casa sono corsa davanti allo specchio ad ammirarmi un po’ (ma proprio un poco).  Cavolo, sono un po’ storti sul viso. Torno dall’ottico.
– Alfonso sistemami gli occhiali guarda vedi sono storti
– Ok, dammi qua… prova ora
– No Alfonso, non ci siamo vedi? qua stanno più su e qui più giù
– Dammi qua……………… prova ora
– Niente Alfonso, ancora. Dai, guarda, sono asimmetrici, ma non lo vedi?
– ………….
– ………….
– Tam non sono gli occhiali……
– … ?
– … è la faccia…
– …
– …
– … Fanculo Alfonso!

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