Torta del cavolo con romanesco, patate e feta

Appena ho visto questa ricetta del cavolo (La Tarte de batata e romanesco dal blog Sweet gula) ho esclamato “Ecchecavolo, col cavolo che la faccio!” Sì, col cavolo broccolo romanesco, uno delle più belle sculture del cavolo che la Natura ci abbia regalato.
Così, per salvare capra e cavoli, ho fatto fuori il lupo,  mi sono fiondata in cucina per farmi i cavoli miei, perché volevo starci come i cavoli a merenda, e non fare un cavolo bensì un cavolo e tre patate!
Ok la pianto qui…

Ricomincio.
Appena ho visto questa ricetta del cavolo (La Tarte de batata e romanesco dal blog Sweet gula) sono rimasta colpita subito dalle sue foto, confesso, e poi mi ha incuriosito il resto. I cavoli e le patate sono fra i miei ortaggi preferiti, in questo periodo soprattutto i cavoli, che ho scoperto facciano benissimo, hanno poche calorie e sono fra gli ortaggi più nutrienti e salutari, quindi ciao ciao! questa torta, la cui base è impastata con farine non raffinate, e che ho arricchito con feta, menta e curcuma, mi è sembrata proprio irresistibile e pure bella, neh che è bella?

La ripianto qui, procedo con la ricetta ma vi do appuntamento nella sezione DI PERTINENZA, per un suggerimento e qualche approfondimento, e in quella  ROMANESCAmente per due risate 🙂

RICETTA

Ingredienti per uno stampo da 26 cm ø

Per la base
360 g di farine * (300 g farina tipo 1 e 60 g grano arso, oppure 230 5 cereali e 130 g tipo 1)
100 g di acqua
    4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
    2 uova

clicca sull’immagine per ingrandire

    1 cucchiaino da tè di lievito per torte salate
    1 cucchiaino di sale

Per il ripieno

600 g di patate (se novelle possiamo usare anche la buccia)
400 g di cavolfiore romanesco (al netto degli scarti
100 g  di latte scremato
150 g di feta (o altro formaggio a scelta)
    3 uova
    1 yogurt greco
q.b. di menta fresca
q.b. di curcuma in polvere (o fresca grattugiata)
q.b. sale, pepe e noce moscata

* Nella ricetta originale Célio indica metà farina integrale e metà farro, io ho provato le due combinazioni indicate su, entrambe ottime, quella al grano arso molto rustica, quella ai cereali più delicata. Direi che si possono usare più mix di farine, possibilmente biologiche e profumate.

Preparazione:


Mescolare la farina, il lievito e il sale in una ciotola.
 Fare un buco nel centro e aggiungere l’olio d’oliva, le uova leggermente sbattute e l’acqua.
 Impastare velocemente fino a quando gli ingredienti si legano. Se fosse necessario aggiungere altra acqua, le farine scelte potrebbero richiederne altra.
Oppure, schiaffare tutto in planetaria e far fare il lavoro sporco ad essa.
✑ Formare una palla e lasciate riposare.

✑ Lessare le patate intere con la pelle in acqua salata, facendo attenzione a non scuocerle.
✑ Scolate le patate e, se novelline lasciarle intere, se novelle tagliarle in pezzi, se vecchie bacucche con la pellaccia dura spellarle e tagliarle.
✑ Lavare e dividere in cimette il cavolo.
✑ Preriscaldare il forno a 180 ° C statico o 160 ° ventilato.

✑ In una ciotola, sbattere leggermente le uova e lo yogurt greco. Versare il latte e continuare a battere.
✑ Aggiungere metà del formaggio e la menta tritata, condire con sale, abbondante pepe, curcuma e noce moscata e mescolare bene.
✑ Tirare l’impasto base col mattarello, stenderlo su uno stampo da crostata e bucherellare il fondo con una forchetta.
✑ Coprire col cavolo (inteso come broccolo, e non come “col cavolo che copro!”), anzi, con la metà del cavolo e  delle patate e versare il liquido sopra le verdure.
✑ Aggiungere le rimanenti patate, le cimette e sbriciolarvi sopra il restante formaggio.
✑ Cuocere circa 30/35 minuti, avendo cura di escludere la resistenza sopra per i primi 20 minuti onde evitare lo sbruciacchiamento del cavolo.

Servire il cavolo a merenda 🙂 (magari con una bella tazza di cioccolata calda… !?)

DI PERTINENZA
L’INSALATA DEL CAVOLO.
Il cavolo mi piace in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi e in tutti i colori. Mi piace quello bianco, quello verde, il broccolo, il cappuccio, testa di rapa, lesso, fritto, al forno ma  soprattutto mi piacciono tutte le varietà di cavolfiore crudo. Ad esempio, in insalata. 
Rigorosamente crudo,  diviso in cimette o tagliato a fettine, condito con una emulsione di: olio, sale, succo di limone o aceto di mele, curcuma, pepe e zenzero fresco grattugiato. A cui aggiungere, a seconda della disponibilità di ingredienti o secondo gusto, finocchi, arancia tagliata a vivo, uvetta, frutta secca (noci, mandorle o pinoli), pomodori secchi, semi di fionocchio, olive.





QUANTO VALE UN CAVOLO?
Tantissimo, come accennato nella intro il cavolo è uno tra gli alimenti più nutriente del mondo, difatti è:

 1) Antinfiammatorio Naturale
 2) Più ricco di ferro della carne (ma più sostenibile)
 3) Ricco di fibre
 4) Ricco di acidi grassi, omega 3 e omega 6
 5) Ricco di calcio
 6) Rinforza il sistema immunitario
 7) Antiossidante naturale contro i radicali liberi
 8) Disintossicante e Antitumorale
 9) Abbassa la pressione
10) Protegge cuore e arterie

e meno male che non vale un cavolo!

FACCIAMOCI I CAVOLI NOSTRI
Tantissime le varietà  (clicca sui cavoli per saperne di più)
 Cavolfiore arancione  ✿ Cavolfiore bianco  Cavolfiore verde Cavolfiore romanesco Cavolfiore viola Cavolo broccolo  Cavolo di Bruxelles  Cavolo cappuccio Cavolo cappuccio rosso Cavolo rapa Cavolo verza  Cime di rapaCavolo nero.



Fonti:

http://www.ilgiardinodellemeraviglie.it/it/cavoli-broccoli-verze.html
(nota: non ho alcun interesse pubblicitario rispetto al secondo link  che rappresenta una azienda di vendita online, ma offre una descrizione puntuale dei singoli cavoli, anche l’indicazione della stagionalità degli stessi, questa è l’unica ragione per cui ho citato e linkato quel sito. Insomma, nun me pagano pe citalli:)

ROMANESCAmente
Che vogliamo aggiungere sul romanesco? Noi niente, i romaneschi invece… avoja quanto cianno da raccontà!!
Imperdibili perle romanesche tratte dal sito Turbozaura

Occhio… anzi, orecchio all’audio! (Indovina le voci… condominiali!!)



IN AUTO
TE SGARO ‘A MÀGHINA: Sto per impugnare un bel mazzo di chiavi per vendicarmi verso di te rigando la tua auto. (AUDIO)
È ‘N ORA CHE STAI ‘N MEZZO ALLA STRADA: T’HO SFANALATO COSÌ TANTO CHE TE SEI ABBRONZATO!: La mia pazienza ha raggiunto il limite: non so più come far capire all’autista della macchina antistante la mia che deve portarsi sulla corsia di destra onde permettermi il sorpasso. (AUDIO)
CIAI ‘NA MÀGHINA TARMENTE LENTA CHE I SEMAFORI TE MANDANO I COLORI PE’ RACCOMANDATA CO’ RICEVUTA DE RITORNO: La velocità del tuo veicolo è così incommensurabilmente limitata da rendere inutile l’impiego della segnaletica luminescente. 
ER CLACSON TE FUNGE, MO’ PROVA ‘N PO’ LI FARI?: Da usare quando ad un semaforo un’autovettura sollecita insistentemente la partenza delle vetture davanti, anche se ancora non è scattato il verde. 
AHÒ, MA CHE STAI A ASPETTÀ, ER VIOLA?: Tipico urlo capitolino rivolto ad una persona che, scattato il verde, non parte in tempi brevi. 
MA ‘A MÀGHINA TUA È TARGATA CARTAGGINE?: La tua macchina è proprio un pezzo d’antiquariato! Ma il bottino di guerra di Scipione l’Africano? 
 
“CHE NUN L’HAI VISTA ‘A FRECCIA?”, “NO, M’ERO EMOZIONATO (DISTRATTO) GUARDANDOTE ‘E CORNA!: Tipico “botta e risposta” tra due automobilisti metropolitani che si sono appena tamponati. 
“CHE, HAI CAMBIATO?”, “NO, STO ANCORA CO’ TU’ SORELLA!”: Elegante scambio di opinioni tra affabili guidatori metropolitani. La domanda, dagli apparenti toni increduli, è in realtà una forma di scherno che sottolinea come durante il cambio della marcia, il conducente al quale ci si rivolge, abbia effettuato una “grattata” degli organi meccanici del cambio. Di facile comprensione la risposta. (AUDIO)
AHÒ, SO’ FINITI I COLORI!: Da rivolgere a persona che si attarda oltremodo a un semaforo verde. (AUDIO)
VAI TARMENTE PIANO CO’ ‘A MÀGHINA CHE LI MOSCERINI TE SE SPIACCICANO DE DIETRO: Sei un tipo che conduce l’automobile in modo estremamente lento. 
CIÒ L’INTESTINO IN DISCUSSIONE: La tua guida è eccessivamente sportiva. 

AHÒ, PIÙ VERDE DE COSÌ NUN DIVENTA!: Espressione nervosa da rivolgere all’autista della macchina che ci precede al semaforo per dirgli: “puoi anche passare il semaforo visto che è verde”.

MA CHE, ER SEMAFORO CE L’HANNO DIPINTO?: Accidenti, questo semaforo non scatta mai sul verde! (AUDIO)
MA CHE ‘STO SEMAFORO È BISESTILE?: Il tempo d’attesa dovuto al rosso di questo regolatore di traffico è francamente eccessivo.

POLITICAMENTE SCORRETTE 

TE DO ‘NA CAPOCCIATA ‘N FACCIA CHE TE FACCIO COMPARÌ ‘A SCRITTA “GAME OVER”: Ti consiglio di tenerti a dovuta distanza da me in quanto sto perdendo il controllo dei nervi. 

TE DO ‘NA CINQUINA TARMENTE FORTE CHE QUANNO SMETTI DE GIRÀ T’ARITROVI NER FUTURO!: La mia violenza su di te potrebbe farti compiere dei balzi nel tempo. (AUDIO)

TE DO ‘NA PIZZA ‘N FACCIA CHE QUANNO TE RISVEJI TONNO E MAIONESE SO’ SCADUTI: Ho perso completamente la pazienza; ti consiglio vivamente di prendere le distanze da me. (AUDIO)

TE SMONTO E DO FÒCO ALLE ISTRUZIONI: Riduco il tuo corpo in tanti piccoli pezzettini incastrabili soltanto con l’aiuto di un manuale di istruzioni. (AUDIO)

TE DO ‘NA CASTAGNA ‘N PETTO COSÌ FORTE CHE CO’ LE COSTOLE CE GIOCAMO A SHANGAI: Sto per darti un cazzotto talmente forte da frantumarti la gabbia toracica.

TE DO ‘NA CROCCA ‘N TESTA CHE TE MANNO ER CERVELLO DENTRO ‘E MUTANNE: Ti do un pugno in testa talmente forte che il tuo cervello si staccherà dal cranio e andrà a finire nei tuoi tanto amati slip.

TE STRAPPO L’OCCHI E TE LI METTO ‘N MANO, COSÌ PÒI VEDÉ QUANTO SEI STRONZO!: Vai a guardarti allo specchio e giudicati da solo. (AUDIO)

QUANNO SEI NATO TU’ MADRE T’HA GUARDATO ER CULO E LA FACCIA, E HA DETTO: “CHE BELLO, SO’ GEMELLI!”: La sfacciataggine è in ambito metropolitano considerata un fattore genetico, tanto che sin dalla nascita è possibile, con attento esame fisico, stabilirne la presenza nel futuro carattere dell’individuo. Nota come “naticologia”, e legata alla fisiognomica di cesare lombroso e alla frenologia di Franz Joseph Gall, nacque dallo studio della sindrome da “paraculite acuta”, piaga epidemica non ancora debellata. 
MA CHE TE SEI MAGNATO L’OVETTO KINDER? NO, PERCHÉ CIAI L’ALITO CH’È ‘NA SORPRESA!: Il tuo alito è davvero insopportabile. 
SEI PIÙ SFIGATO DE ‘N MONCO APPESO A ‘NA RUPE COL PRURITO AR CULO: La tua sfortuna in ambito sociale è davvero imbattibile.

SEI TARMENTE BRUTTO CHE SE T’AVVICINI AR COMPUTER PARTE L’ANTIVIRUS: La tua bruttezza è talmente spiccata da mettere a repentaglio anche la sicurezza di qualunque essere o oggetto che dovesse venire a contatto con la tua persona. (AUDIO)
SEI COSÌ ZOZZO CHE AR POSTO DELL’ACE GENTILE DEVI USÀ L’ACE ‘NCAZZATO: Le formule delicate dei detersivi più comuni si rivelano inefficaci di fronte al tuo stato igienico. Probabilmente dovranno inventare dei ritrovati dalle formule chimiche molto più aggressive. (AUDIO)
SEI TARMENTE ‘N PORACCIO CHE SI APRI ‘A CREDENZA DE CASA TUA CE STANNO LI TOPI CHE SE DISPERANO: Nemmeno i topi, che solitamente si accontentano di poco, riescono a condurre un’esistenza dignitosa a casa tua, vista la costante penuria persino di beni primari. Spesso pronunciata da amici per nulla soddisfatti dopo l’ultimo invito a cena. 
SEI COSÌ BASSO CHE TE PUZZANO I PIEDI DE GEL: Non sei proprio una torre.

SEI TARMENTE BASSO CHE PE’ SPUTÀ PE’ TÈRA DEVI SALÌ PRIMA SUR MARCIAPIEDE, SENNÒ T’AFFOGHI: Le tue ridotte dimensioni in fatto di statura fanno sì che una superficiale pozzetta di saliva rappresenti un serio pericolo. 

CIAI ‘NA JELLA TARMENTE GRANNE CHE SI TE FERMI A ‘N’INCROCIO T’ATTRAVERSA ‘N CAMION CARICO DE GATTI NERI: La tua sfortuna è decisamente fuori dal comune.
  
SEI TARMENTE BRUTTO CHE SULLA TOMBA TE METTERANNO ‘A FOTO TUA DE SPALLE!: La tua indicibile bruttezza non merita compassione neanche da morto. 
  
SEI COSÌ BRUTTO CHE QUANNO SEI NATO, SULLA CULLA AR POSTO DER FIOCCO T’HANNO MESSO ER TESCHIO: Insulto rivolto a una persona oltremodo orripilante, soprattutto in volto. 
  
SEI TARMENTE STRONZO CHE ‘E MOSCHE FANNO A CAZZOTTI PE’ VOLATTE ATTORNO: Sei una persona davvero poco amabile.

SEI TARMENTE GRASSO CHE SE SALI SU ‘NA BILANCIA TE DICE “PREGO, SALIRE UNO ALLA VÒRTA”: Il tuo peso è paragonabile a quello di più persone insieme. (AUDIO)

SEI COSÌ SECCO CHE SI NUN CIAVEVI ‘A PELLE STAVI SPARSO: Sei di corporatura talmente magra e priva di qualsiasi tessuto muscolare che se non fosse per la pelle che ti contiene, le tue ossa non avrebbero modo di sorreggersi. (AUDIO)

AMMAZZA QUANTO SEI BRUTTO: MA DE CHE SEGNO SEI, ‘O SCARABOCCHIO?: La tua bruttezza è tale che anche l’astrologia ti respinge. (AUDIO)

CIAI ‘N COMBATTIMENTO DE POKEMON NELL’INTESTINO?: Hai emesso del gas intestinale con un rumore terribile. 
  
MA OGGI NUN C’ERA LO SCIOPERO DE LI DEFICIENTI?: Ti prego di smetterla con questi discorsi insulsi. L’espressione sottolinea la forte stupidità dell’interlocutore, spesso totalmente incapace a costruire discorsi sensati. 
CIAI DU’ ZINNE TARMENTE GROSSE CHE SI TE FERMA ‘A POLIZIA TE CHIEDE ER PORTO D’ARMI: Hai un seno così generoso che potrebbe sembrare un apparato esplosivo: bombe… A mano? 
  
SI TE SCRIVO NATALE SU ‘NA COSCIA E CAPODANNO SULL’ARTRA TE POSSO VENÌ A TROVÀ FRA LE FESTE?: La tua attraenza supera ogni aspettativa maschile: si consiglia di trattenere gli ormoni a chiunque si trovi di fronte a una simile Musa.

CIAI ‘N CULO CHE PARONO DUE!: Hai un sedere spropositato. Si dice a quelle ragazze che proprio la dieta non sanno dove sia di casa, e si portano i loro chili di troppo senza colpo ferire.

 
I GUSTI SO’ GUSTI… COME DISSE ER GATTO MENTRE SE LECCAVA ER CULO!: Espressione faunistica per tacere chi, nonostante l’evidente bruttezza di una cosa, continui a elogiarla. 
TE STRAPPO ‘E CORDE VOCALI, LE LEGO AR VIOLINO E POI CÈ SÒNO ER VALZER DE STRAUSS: Non posso più sentirti parlare. Smettila immediatamente o dovrò intervenire io con le maniere pesanti. 
L’ANICE È ‘R BUCIO DER CULICE: Adagio godereccio, letteralmente traducibile con “l’ano è il buco del culo”, possiede una duplice valenza: la prima è un invito a non esprimere verità universalmente note con pleonastici e ridondanti paroloni. La seconda, consequenziale alla prima, è un pacato rimprovero a non avvalersi di argomentazioni ovvie e scontate. 
  
SEI COME ‘N’ARBERO DE BANANE: NE FACESSI UNA DRITTA!: Non fai mai le cose nel modo giusto. 
  
SEI TIMIDA COME ‘NA SCUREGGIA CO’ ‘N MICROFONO AR CULO: Vuoi sempre metterti al centro dell’attenzione apparendo spesso troppo invadente e rumorosa. 
VIETATE AI MINORI
CIAI ‘NA SFIGA TARMENTE GRANNE CHE SI TE CASCA ‘R CAZZO T’ARIMBARZA ‘N CULO: Frase da rivolgere a coloro i quali sono, nell’intero arco della loro esistenza, perseguitati dalla cattiva sorte, che si abbatte su di loro in modo assiduo e incontrollabile. 
NUN ME TE SCOPEREBBI MANCO COR CAZZO DE ‘N ARTRO: Visto il tuo aspetto poco invitante non mi azzarderei ad avvicinarmi a te per un rapporto sessuale nemmeno se mi fosse concesso di utilizzare il membro di un altro individuo. 
SI TE BUTTENO ‘N PIRANAS DENTRO ‘E MUTANNE SE MÒRE DE FAME: Le dimensioni del tuo apparato genitale sono tutt’altro che considerevoli.
HAI VISTO PIÙ PISELLI TE CHE ‘A ZUPPA DER CASALE: Sta ad indicare una donna che si concede a molteplici uomini con facilità e disinvoltura. L’espressione fa riferimento, per analogia, alla famosa “Zuppa del Casale” surgelata di Findus, ricchissima di cereali
CIAI ER CAZZO TARMENTE PICCOLO CHE SI TE NE VAI A COMPRÀ UNO UGUALE TE LO ‘NCARTANO CO’ ‘N CORIANDOLO: Le dimensioni del tuo apparato riproduttivo sono alquanto modeste. 
SEI COSÌ FREGNA CHE CIÒ L’ORMONI CHE CHIEDONO PIETÀ: Il tuo fascino provoca in me sconvolgimenti ormonali indelebili.

Fonte:  http://www.romanesco.it/tascabile.asp

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